DALLA RIVISTA "RITMO" del maggio 2000

“Guarda avanti”

Velut Luna CVLD 03100

 

 

Il titolo di questo secondo CD dei Sax Four Fun mi riporta alla mente una frase che ho visto scritta su un muro e che gli si addice: Bisogna veder lontano per sogna­re a occhi aperti”. Ed è proprio un guarda­re avanti il risultato ottenuto dai quattro in maturazione completa di un progetto di grande interesse ed estremamente soste­nuto su un cammino che spinge il quartetto a perseverare verso lontane mete.

Il quartetto si è formato nel 1994, un pe­riodo non facile per la presenza di a]tri quartetti sulla scena del jazz americano tutti complessi affermati e dai nomi altiso­nanti, come ad esempio il World Saxopho­ne Quartet, il 29th Saxophone Quartet, preceduti, per nascita, dai Rova, rappre­sentanti tutti il massimo di quanto quattro sax potessero rendere armonicamente, in impasti, toni e arrangiamenti, negli uniso­ni, nei passaggi di grande sottolineatura e nelle parti libere, o per meglio dire le im­provvisazioni dei singoli musicisti.

Quei quartetti hanno rappresentato una novità, forse suggerita dai ‘Four Brothers” che, nel 1947, incisero per la Columbia un brano con quel nome nell’orchestra di Woody Herman e il cui tema era eseguito da Stan Getz, Herbie Steward e Zoot Sims ai sax Serge Chaloff al sax barito­no in sostituzione di Jimmy Giuffre. Il brano fu poi inciso dai quattro sax dell’orche­stra di Buddy Rich nel 1948, nella serie dei V-disc col titolo di Four Brothers Rich. Questi due quartet­ti, inseriti nel conte­sto orchestrale, rap­presentarono la rea­lizzazione dell’utiliz­zo del sax, e pertan­to vanno considera­ti gli antesignani delle formazioni di soli sax già citate. Col passar di pochi anni però queste formazioni rientra­rono dalla posizio­ne di quartetti. I Sax Four Fun, prima del 1994, costituivano la sezione sax della New Project Jazz Orchestra. Come spesso accade, l’affiatamento creatosi non ha pro­dotto scissioni; hanno sempre fatto parte dell’orchestra ‘madre’, formando un loro spazio privato. II gruppo costituitosi, come già detto, nel 1994 e composto da validis­simi musicisti anche autori e arrangiatori. Il loro repertorio tratto da generi diversi che parlano un linguaggio attinente al jazz senza discostarsi dalle composizioni, traen­done quasi una vivisezione. Questo lavoro offre una visione caotica: il caos però non e casuale, è strutturale, è il risultato di una logica, non va confuso o scambiato con uno dei sinonimi del caos. La formazione, mirando ai risultati e all’ottenimento armo­nico e tonale, non presenta solo sax teno­ri: utilizza anche due sax alti, soprano e baritono, al quale ultimo viene affidata in­sieme la funzione ritmica, armonica da basso continuo e anche di solista. La scu­deria del Sax Four Fun si compone di cin­que sax, per ovviare a eventuali assenze: Stefano Menato e Peplto Ros contralti e soprani, Hans Tutzer alto, Fiorenzo Ze­ni tenore e Giorgio Beberi baritono, pra­ticamente insostituibile nelle sue moltepli­ci funzioni. Questo strumentale consente di ottenere il colore diverso degli impasti e degli unisoni. Il quartetto è stato ben de­finito da Franco D’Andrea, presidente del­la Giuria del Concorso Internazionale Città di Milano dello scorso maggio, in questi termini: gruppo esemplare per capacità interpretativa e per coesione, coerenza, dotato di compattezza del collettivo e con esperti improvvisatori nelle esecuzioni! Questo CD è stato realizzato dalla “Velut Lu­na” che fa apparire il risultato globale di musica e registrazione una chicca: all’ascol­to si ha l’impressione di una musica esegui­ta nello spazio, per chiarezza e pulizia, ov­vero eseguita in diretta da musicisti yen, su strumenti acustici e in ambienti reali. In poche parole, si ascolta musica alla presenza degli esecutori in diretta.

Attilio Rota

 

Quanto inserito in questo sito, è stato redatto e "costruito" da Fiorenzo Zeni con la collaborazione de gli altri componenti del Quartetto.
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Aggiornato il: 10-08-00.